L'oscura armata di Asafe, di Micol Giusti

Tipologia: Libro
Voto Onnigrafo Magazine: 5
Pagine: 1
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Voto Onnigrafo Magazine

5 / 10

L'oscura armata di Asafe

Formato Kindle: 3049.0 KB (Stampabile 372 pag.)

Editore: Self-publishing

Autore: Micol Giusti

Lingua: Italiano

ISBN: 978-8892502093

L’oscura armata di Asafe è la continuazione de I cristalli di Mithra.

L’approccio a questo seguito è stato combattuto: il primo libro, infatti, non mi ha lasciato un buon sapore in bocca.

In questo nuovo libro di Micol Giusti, troviamo Astrid che è tornata a Mithra per restarci: non si sente più a suo agio tra gli umani e, pur appartenendo a una razza diversa, sta meglio in compagnia degli Elfi.

Il suo ritorno, però, non è tutto rose e fiori: ci sono anche le spine, che si manifestano sotto forma di Deorc, una razza di Elfi oscuri con la passione per le battaglie e per il sangue:

La loro razza è stata creata dal male, dall'oscurità, ed è legata al potere delle tenebre. Sono nati seguendo il culto dell'odio e della discriminazione e credono che gli altri popoli siano inferiori, destinati a sottomettersi a loro. In passato quindi, hanno attaccato molti villaggi, soprattutto di nani, seminando il panico tra le altre specie. I pochi che hanno deciso di sottomettersi hanno iniziato a vivere sotto il loro controllo, schiavizzati e costretti a servirli. Gli altri sono stati uccisi, spazzando via intere razze e popolazioni.

Ma se fossero semplicemente di passaggio non succederebbe nulla, vero?

Peccato che le circostanze li abbiano portati a Mithra per qualche tempo… giusto il tempo necessario per riuscire a mettersi contro Astrid e, grazie al loro potere di leggere nella mente, riuscire a farla espellere dal villaggio.

Quindi la catturano e la portano ad Asafe, la loro capitale, con lo scopo di torturarla e ucciderla. Gli Elfi capiscono di essere stati degli idioti, riescono a liberarla e riportarla a Mithra, con l’intenzione di vendicarsi dell’affronto subito dichiarando guerra.

Da qui in poi la vicenda seguirà lo scontro tra le stirpi di Elfi, descrivendo scene di combattimento che, per quanto travolgenti e mozzafiato, sono anche estremamente imprecise.

Testo e narrazione

Lo stile è migliorato rispetto al primo libro (e meno male!): non ci sono più alcuni errori che ho trovato nel precedente, anche se ne persistono altri, tra cui i puntini di sospensione sempre in numero di due e la mancanza di punti alla fine di alcune frasi.

Lo stile utilizzato è sempre veloce, scandito da numerosi segni di interpunzione e in prima persona. Micol fa di tutto per far entrare il lettore non solo dentro la vicenda, ma anche dentro Astrid stessa.

Come nel primo libro, così pure nel secondo abbiamo delle scene un poco campate per aria:

…di stringere l'avambraccio contro il mio collo. Inizia subito a mancarmi il respiro, mentre il sangue mi scende in bocca dalle narici. Cerco di piantargli le unghie nella pelle ma niente lo fa cedere. Con la coda dell'occhio vedo uno dei Kraugh con la lancia in mano dietro di lui. Se non ci provo soffocherò qui, in mezzo agli altri corpi inerti ammassati sul terreno insanguinato. Lo spingo indietro con il corpo, sempre con la testa immobilizzata, e faccio sì che il suo stesso alleato lo trapassi con la sua lancia. Non appena mi lascia andare, riprendo fiato e raccolgo la sua spada per finire l'altro che, rimasto imbambolato a fissare la lama, non ha il tempo di reagire.

In un combattimento, mentre viene strangolata, la protagonista riesce non solo a vedere dietro la schiena del suo assalitore la lancia di un suo alleato, ma anche a farlo impalare e non restare impalata lei stessa… non solo poco incredibile, ma proprio fuori da ogni logica!

 

Ambientazione

Non tutto è negativo, però! L’ambientazione, come nel primo libro, è particolareggiata, con descrizioni puntuali e precise di usanze e riti del popolo elfico legati alla preparazione per la guerra, cosa che rende la lettura di questi passaggi molto piacevole.

Mi spiace che non sia dedicato uno spazio maggiore alle usanze dei popoli descritti, ma è pur sempre un libro incentrato sull’azione dei personaggi: troppi rituali non ci sarebbero stati bene.

 

Personaggi

Riguardo ai personaggi, vorrei spezzare una lancia in favore di Tecla, l’Elfa dei vestiti. Succede qualcosa? Fa un vestito ad Astrid. La risposta a ogni stato emozionale dell’umana si risolve con un bel vestito confezionato a mano… cosa che, effettivamente, farebbe piacere a molte umane che conosco!

Su Astrid, però, devo dire che mi ha colpito la sua completa incapacità a essere umana, e non intendo proprio l’appartenenza a una razza, ma riconoscere i propri limiti per la razza a cui si appartiene. Non solo, perché, senza motivo apparente, viene trattata dagli Elfi in modo diverso dalle femmine della loro specie, alle quali, pur venendo insegnato il combattimento e l’utilizzo delle armi, viene destinata la casa e le cure degli altri Elfi. Cosa che da un lato ci può stare ma, soprattutto nella guerra finale, a mio parere, sarebbero dovute intervenire le Elfe nel conflitto per far numero e dare competenza. Ricordiamoci che ogni Elfa è più forte di Astrid in combattimento. Ma l’unica che combatte è l’umana. La questione l’ho trovata lievemente incoerente, con tutta la storia sulla libertà di cui si gode nelle comunità elfiche.

In più, Astrid si butta a capofitto in ogni situazione pericolosa e bizzarra, e così pure tutti i vari divieti e consigli, fatti da Elfi assennati con qualche centinaio d’anni di esperienza alle spalle, scivolano sulle sue spalle, come se fossero fatti per essere infranti.

Il problema di questa situazione è che abbiamo un’umana che ne combina di tutti i colori senza nemmeno pensarci, presa dall’avventatezza tipica della sua giovane età. Per non parlare delle battaglie dove un’umana, anche se “potenziata” da alcuni rituali, riesce a uccidere da sola decine e decine di Elfi nemici. Elfi che, ricordo, sanno leggere nella mente; d’accordo, una battaglia è caotica e difficile da leggere nella mente, ma sono pur sempre superiori a lei in ogni cosa. Eppure, lei sembra riuscire a sconfiggere i suoi avversari sempre con estrema facilità.

Tuttavia, Astrid ha molti lati positivi. Quali? Questo ne è un esempio, cosa che credo abbia in comune con molti di noi:

Vado verso la mia capanna e mi metto uno dei completi in pelle. Una freccia ha passato il tetto e si è conficcata in uno dei miei libri. Accidenti.. odio quando un libro si rovina. Io non lo vedo come un insieme di pagine e inchiostro ma come uno scrigno ideato per racchiudere personaggi, emozioni, luoghi.

 

Profondità delle dinamiche

 

Nonostante alcune tematiche tipiche di molti romanzi, quali amicizia e amore, il libro in questione è abbastanza povero di significati profondi.

Tuttavia, ci sono svariate note positive, per esempio sulla fiducia verso gli altri, soprattutto verso il diverso, ovvero “Astrid”, che portano a un livello accettabile le tematiche stesse del libro.

Conclusione

Alla fin fine posso dire che il libro non mi ha entusiasmato troppo soprattutto per le scene di guerra, su cui è basata la narrazione nella seconda parte, per il comportamento di Astrid, con la sua mania di mettersi nei guai, e per il fatto che molte cose successe sono state, per me, facilmente prevedibili.

L’autrice, però, è decisamente migliorata in quanto a stile e scrittura, rendendo, inoltre, più plausibili le scene di combattimento; potrebbe avere un discreto successo.

Inoltre, è quasi innegabile il fascino che la storia tra Amos e Astrid ha sul pubblico femminile. Basta questo a consigliarlo? Per me, non ancora.
In ogni caso, continua a migliorare, Micol!

Pregi: Veloce, fresco e ironico. Dà molti spunti a futuri scrittori.

Difetti: Scene di battaglia inverosimili e orripilanti, umane che sono più forti degli elfi con un minor addestramento e appartenendo a una razza più debole, punteggiatura e stile ancora acerbi e notevolmente migliorabili.

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Voto Onnigrafo Magazine

5 / 10

L'oscura armata di Asafe

Formato Kindle: 3049.0 KB (Stampabile 372 pag.)

Editore: Self-publishing

Autore: Micol Giusti

Lingua: Italiano

ISBN: 978-8892502093

Chi scrive

Luca F. Morandi
Luca F. Morandi
Luca F. Morandi, anche conosciuto con il terrificante pseudonimo di Aratak lucertola combattente, ha diverse passioni. Dall'aprire corpi, capiamoci, fa il medico, è il suo lavoro, allo squartare romanzi, è anche editor e correttore di bozze. Per cui sì, forse non capirete le sue correzioni e le sue ricette se scritte a mano, ma di sicuro non avrà paura a mettersi in gioco smontando e analizzando fin all'ultimo ventricolo i vostri scritti.