Virus di china #1

Virus di china #1

Inevitabilmente dal libro si passa ai media, così come dal pensiero si passa all'inchiostro sulla alla carta.

A volte il contagio segue strade non comuni, passando prima ai tavoli da gioco o dalle consolle. Fermo restando che oggi è questa l'evoluzione dell’intrattenimento culturale, le idee cambiano mezzo e si fanno trasportare in lungo e in largo.

Che sia chiaro, non parlo di marketing, ma della trasformazione dell'idea che oggi nasce su un pezzo di carta e che domani, potenzialmente, è il soggetto di un cortometraggio, di una serie tv, di un videogioco o di un gioco da tavolo.

Potenzialmente.

Sì, perché la verità è che solo una microscopica parte delle grandi idee arrivano a contagiare tutti i mezzi di comunicazione. Idee che sono paragonabili al famoso "ago nel pagliaio", se messe a confronto con la moltitudine di tutte le altre idee meno grandi di cui il mondo è affollato.

Cosa succede, quindi, quando dalla carta si infettano altri mezzi di comunicazione?

Cosa ci guadagna l’idea iniziale e cosa ci va a perdere?

Prendiamo per esempio la contemporanea trasposizione cinematografica: vien da sé dedurre che non è possibile esprimere, in un film, tutti gli eventi che vengono descritti in un libro, non solo per motivi di tempo ma anche per motivi tecnici.

Ma è solo questa la perdita? Ovviamente no.

Mentre un libro è per la maggior parte interpretabile, un film ha dei ritmi, dei suoni e dei colori ben definiti. Già interpretati. Ed ecco che qui finalmente si intuisce la vera mutabilità di questo virus, che contagia e che si fa contagiare.

Possiamo quindi definirlo un guadagno o una perdita?

E, altresì, il passaggio verso il mondo ludico; cosa comporta? L'idea trasmessa dal racconto o dal romanzo acquisisce in questo caso la caratteristica di interattività, che è una gran cosa, ma che spesso fa perde il suo significato, trasformandosi in merce che deve coinvolgere, quando forse il suo vero obiettivo era sconvolgere.

Indubbiamente l'esperienza che ne deriva è unica, spesso irripetibile.

Questo è uno di quegli argomenti dei quali sempre più spesso mi ritrovo a parlare, con colleghi, ascoltando opinioni soggettive e analisi oggettivamente impeccabili.

Ma "addetti ai lavori" a parte, come giudicate voi un libro, un film o un gioco "tratto da..."?

Siccome è sempre bene partire da un buon esempio, cito giusto un paio di titoli dei quali è stata annunciata la trasposizione cinematografica, e ai quali sono molto affezionato; ovvero il manga "Alita: Battle Angel" di Yukito Kishiro e "Dune" celebre romanzo del noto Frank Herbert.

Sono molto curioso di conoscere le vostre opinioni in merito a tutto il concetto e, se ne avete voglia, fateci un esempio di un titolo che avete apprezzato o disprezzato per la trasposizione che ne è stata realizzata!