III - GHIACCIO Onnigrafo Magazine

III - GHIACCIO


Da Nord, il vento

sul manto uniforme

glaciale e sottile

spirando battente

solleva radente

una polvere ostile

ricopre le orme

ed il mar con portento


Non s'approda ad un porto

ricolmo di navi incagliate

nella coltre, di bianco vestita

per sposar pochi raggi di luce

che presto in notte traduce

rende quella distesa infinita

nelle tenebre affastellate

un Helheim per un povero morto


Nelle crepe del ghiaccio profondo

nella morsa del gelo più atroce

all'addiaccio come un vagabondo

un richiamo, un sussulto di voce

molte orecchie raggiunge veloce

porta a galla le verità in fondo

ma con disinteresse feroce

si nasconde alla vista del mondo


"Come specchio il volto riporto

alle anime ormai separate

sopra questa landa smarrita

che tra lastre di ghiaccio conduce

verso il solipsismo più truce

e riflette coscienza sbiadita

in molteplici ed esagerate

forme dal guardo distorto"


Immoto ed attento

pur se d'opinione difforme

l'Altro ascolta da vile

la cascata fluente

dalla bocca dell'Indifferente

quel connubio gentile

di vacuità informe

e cortesia a stento


Non importa. Non sento. Non rinfaccio. Taccio.

E nell'artico orizzonte di noi

restiam soli, scolpiti nel ghiaccio.