Vivi e Vegeta - Odio di palma

Tipologia: Fumetto
Voto Onnigrafo Magazine: 90
Autori: Francesco Savino e Stefano Simeone
Data pubblicazione: 18-10-2018
Formato: 17x23
Rilegatura: Brossura cucita
Pagine: 168
Editore: BAO Publishing
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-3273-160-6

Che si tratti di un’opera pensata in due volumi o concepita, fin dal suo stato embrionale, come una vera e propria saga, replicare il successo ottenuto dalle prime vicende narrate è probabilmente una delle scommesse più ardue e complesse che uno scrittore si veda costretto a stringere con se stesso. Superare ogni aspettativa, innalzarne il carico contenutistico e renderla specchio di una maturazione personale è, però, tutt’altra faccenda. E sebbene possano sembrare obiettivi graduali e consequenziali, l’uno spesso non implica la necessaria presenza dell’altro, la cui assenza, però, non sempre deve essere vista come sintomo di un qualche tipo di fallimento a livello narrativo. Eppure, se questo fosse vero, allora come si potrebbe definire un prodotto effettivamente capace di scalare una delle montagne più ripide mai esistite? Abusare della parola “capolavoro”, nella maggior parte dei casi, si rivela essere, a suo modo, controproducente, ed è proprio per questo motivo che, sovente, la chiave per la soluzione devere stare nascosta tra le pagine della storia stessa e lasciare così che questa possa, da sola, parlare ai suoi lettori. Esattamente comeVivi e Vegeta – Odio di Palma riesce straordinariamente a fare.

Dieci anni dopo gli avvenimenti che hanno portato lo sconforto e la sconfitta nella vita di Carl, del giovane cactus si sono perse completamente le tracce, ma il tempo nel Distretto delle Piante non ha mai smesso di scorrere, inesorabile, davanti agli occhi affranti e rassegnati della popolazione locale, protagonista e spettatrice di una nuova, pericolosa realtà. Salvius, leader del Partito dei Sempreverde, si sta infatti impegnando sempre più in una vera e propria campagna contro le singolarità delle piante di palma, colpevoli, secondo la sua distorta visione del mondo, di aver portato disordini e scompiglio in una terra che non appartiene loro. Pur cavalcando l’onda cupa dell’odio e servendosi dei crimini che stanno sconvolgendo la città, però, il suo essere un politico cieco di fronte alle evidenze non ha considerato chi, invece, dalla diversità non vuole altro che arricchirsi; però, la volontà di pochi sarà effettivamente in grado di rendere il mondo un posto migliore? Potrà l’Amore trionfare ancora una volta su un astio tanto ingiustificato quanto radicato?

Testi e Narrazione

È un contesto narrativo ben definito, anche se non ancora sufficientemente esplorato, quello in cui il secondo e ultimo volume di Vivi e Vegeta si inserisce, riportando tra le pagine di un fumetto una denuncia sociale forte, imponente e incredibilmente attuale, a oggi quasi fondamentale. Qui molto più marcata e immediata, è proprio questa a rendersi protagonista dell’intera vicenda illustrata, riuscendo a far apparire, anche solo a un primo sguardo, quella di Francesco Savino e Stefano Simeone una storia interessante sia da un punto di vista strettamente relativo al puro intrattenimento, sia da quello più specificatamente legato a un vero e proprio impegno universalmente riconosciuto come giusto e necessario. Se da una parte, infatti, sono alcuni classici elementi a dare corpo al volume, come lo svolgersi di un’indagine destinata a intrecciarsi con i destini dei protagonisti o il combattere ostinatamente contro se stessi e il proprio passato per ritrovare una strada degna di essere percorsa nel presente, dall’altra, invece, sono le tematiche affrontate a dare profondità alle sue pagine, elevando una vicenda apparentemente semplice a un livello più alto. Dall’intolleranza alla paura ingiustificata del diverso, dal rancore al bisogno ancestrale di una solitudine quasi salvifica, dal valore inaspettato di un’Amicizia capace di oltrepassare ogni confine alla forza di un Amore in grado di sorreggere qualsiasi tipo di muro, dalla voglia di riscatto alla ricerca esasperata di un nuovo Io, tutto ritrova, nella commistione perfetta tra disegni e dialoghi, un’armonia emotivamente dirompente, tale da riuscire,anche attraverso l’uso sapiente dei flashback, a intessere con il lettore un rapporto sempre più intimo, difficile da scalfire e impossibile da dimenticare.

Personaggi e Dinamiche

Sebbene da un punto di vista prettamente narrativo Vivi e Vegeta – Odio di palma si dimostri essere un’opera in continuo movimento, la vera evoluzione qui interessa tutti quei protagonisti che, mai passivamente, ne colorano le pagine, aggiungendo alla propria storia una serie di sfumature tali da renderne l’insieme particolarmente emozionante. Rispetto al primo volume, e pur considerando che le vicende narrate vi si svolgono a distanza di circa dieci anni, quasi tutti i personaggi già noti, da Carl a Clusius, da Kheyry a Leucanta, passando per Anthos e a suo modo Lyco, assumono infatti una caratterizzazione più matura, sostenendo senza apparenti difficoltà un interessante cambiamento fisico e psicologico, capace di sottolineare ancora una volta l’ampia portata di un fumetto fortemente simbolico. Aspetto, quest’ultimo, che l’introduzione di nuove, significative personalità è riuscita a enfatizzare maggiormente, ricreando dinamiche sociali ormai più che verosimili, nonché un’interazione complessiva tra tutti i soggetti presenti sorprendentemente armonica. A partire da Salvius, un leader politico intollerante a qualsiasi tipo di minoranze e diversità, fino ad arrivare alle discusse piante di palma, vittime e carnefici allo stesso tempo, incrociando prima il cammino di Basil e Pepper, due zelanti agenti di polizia, Francesco Savino e Stefano Simeone hanno dato animo a uno spaccato di vita che della nostra realtà ha saputo ritrarre l’essenza, all’interno di una cornice al tempo stesso ironica e dissacrante, lasciando intravedere all’orizzonte quel flebile accenno di speranza che solo l’Amore può donare.

Estetica

Quasi come a voler rimarcare l’urgenza e la gravità della situazione venutasi a creare con lo sviluppo degli eventi, poi, i colori assunti dalle tavole divengono via via sempre più cupi, di una tonalità scura, spesso opaca, volta a contrastare a tutti gli effetti quel verde brillante che, invece, aveva così ben caratterizzato per buona parte il volume precedente. Accompagnati da una linea capace, ancora una volta, di rendere particolarmente espressivi i volti dei personaggi, e conseguentemente di trasmettere alcune delle emozioni più forti, gli stessi riescono non solo a rendere il fumetto armonico nel suo complesso, ma soprattutto a far rivivere all’interno delle sue pagine un’atmosfera intensa, abile a insinuarsi con studiata lentezza sotto la pelle di un lettore sempre più coinvolto, fisicamente ed emotivamente, da una storia, oggi come non mai, necessaria.

Conclusioni

Riconfermandosi ancora una volta due abili narratori, sia attraverso il delicato mezzo verbale, sia mediante un disegno sempre più vivido, Francesco Savino e Stefano Simeone hanno dimostrato di saper irrompere nel mondo del fumetto servendosi semplicemente della realtà, sociale e non, che li circonda, ricostruendo un vero e proprio universo narrativo capace di unire in un amalgama perfetta ragioni e sentimenti, impegno e ironia con un’affascinante oculatezza.

Chi scrive

Valentina Sanzi (Vale per la maggior parte delle persone) è un'appassionata lettrice fin da bambina. È iscritta alla facoltà di Giurisprudenza, ma il suo sogno nel cassetto, conosciuto ai più, è lavorare con e per i libri. Amante del fantasy e dei Thriller, negli ultimi anni sta riscoprendo un forte sentimento per la letteratura classica, quella russa in particolare, per i fumetti e per i manga. Datele un libro e qualche episodio di una serie tv e la renderete immensamente felice.