The Blackening #1

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Rating Onnigrafo Magazine

8 / 10

The Blackening #1

Autore: Massimo Rosi, Eduardo Mello, Serafina Anelli.

Editore: 73mm.

Collana: Comics.

Formato: Brossura a punto metallico, 52 pagine.

Il mondo è andato avanti da quando il terribile morbo è esploso, dilagando fino agli angoli più remoti della società come la conoscevamo e corrodendo ogni residuo di carne e esperienza che possa dirsi anche lontanamente umana.

Gli uomini sono stati costretti a rigenerarsi, sostituendo i loro corpi con macchine sofisticate, cyborg, involucri vuoti fatti di cavi e circuiti nei quali sono stati impiantati i vecchi cervelli mortali. Per sentirsi ancora umani, gli esseri del nuovo mondo possono apportare alcune modifiche all’impianto con delle restrizioni regolamentate dalla legge...

Questo è ciò che si legge in quarta di copertina: una bellissima parafrasi di quello che ha le potenzialità per essere una graphic novel cyberpunk fortemente distopica, che non ha niente da invidiare ai più famosi romanzi del genere. Già dal primo numero si evince una notevole complessità della trama, un ricco e ricercato vocabolario del genere, e una buona dose di tutti quegli aspetti sociali ed etici che fanno di un buon racconto un ottimo romanzo. The Blackening ha l’aria di voler trattare una serie di argomenti altamente attuali e progressisti.

Il primo capitolo, “Cyberwaste” (il cui nome prende liberamente ispirazione da una nota canzone dei FearFactory, NdR), proietta immediatamente il lettore nel vivo della storia: il personaggio principale, Tony, si trova in un pessimo stato e viene sistemato da un inquietante medico, o per lo meno, da qualcuno che gli si avvicina molto. A spezzare la forza introduttiva di questa scena ci sono due flashback, uno di entrata e l’altro di uscita, che ritraggono una parte fondamentale della vita di Tony.

La seconda e la terza pagina presentano una stupenda tavola che illustra egregiamente l’ambientazione nella quale il lettore sta per immergersi.

 

Ambientazione

Futuristico, distopico e soprattutto cyberpunk! Di quelli belli sporchi, quelli che ci fanno ricordare le cupe ambientazioni dei film di genere degli anni ottanta, dai quali The Blackening emerge grazie a un’originale trama nella quale la classica “catastrofe” non è presente nei termini della letteratura del tempo, dal momento che l’uomo è dovuto cambiare radicalmente a causa di un morbo mortale. L’essere umano, non trovando altra soluzione, ha dovuto lasciarsi alle spalle il corpo organico per uno quasi completamente cibernetico, ad eccezione dell’unico organo ospite: il cervello. Tutto gira inesorabilmente intorno a questa premessa, ed è ovvio che le poche informazioni che il primo volume ci dà, in futuro, saranno arricchite (o, quanto meno, lo speriamo vivamente).

Testi e narrazione

Il testo è semplice, diretto, non eccessivamente laborioso né prolisso, e in alcuni casi l’assenza dello stesso esalta più che bene le scene illustrate, portando il lettore a fuggire velocemente da una vignetta all’altra. Nota positiva anche sul design e sul lettering, la scelta del font azzeccata e i baloon non invasivi. La narrazione è principalmente in prima persona, ogni personaggio si ritaglia il suo spazio con eccellenti Point of View e le uniche voci narranti sono ben integrate con l’ambientazione stessa (come il notiziario in sottofondo, NdR).

Personaggi e dinamiche

Come detto precedentemente, questo è solo il primo capitolo, quindi non vi aspettate di trovare troppi approfondimenti. Per Tony, il personaggio principale di questo primo volume, il discorso è diverso. La sua storia è tutta interiore, e sin da subito si coglie bene la cura con cui è stato creato: ha un background originale e ottime motivazioni che lo spingono senza incoerenze fino alla fine del volume. Altro personaggio che risalta è indubbiamente il detective Liam Arnhem, che entra a gamba tesa nella vita di Tony: non vogliamo svelare più del dovuto, ma possiamo dire che è un ottimo esempio di come un coprotagonista riesca a rimanere impresso anche in poche pagine.

Forse è presto per parlare della profondità delle dinamiche e delle situazioni, ma ci sono alcuni punti meno chiari che abbiamo voluto positivamente attribuire a un’impennata di suspense e alla continuità narrativa. Questa parte la lasciamo aperta, aspettando di vedere cosa succederà nei prossimi volumi.

L’estetica

The Blackening è un ottimo esempio di come il genere cyberpunk non muoia mai, perché, a differenza dei classici, possiede toni caldi, acidi al punto giusto e sì cupi, ma non fuori contrasto, anzi, ben saturati. Nel contesto violento della storia, abbiamo delle perplessità sulla scelta della colorazione dei vari umori, ma forse è giusto che un corpo quasi del tutto cibernetico abbia abbondanti liquidi verdi, piuttosto che il classico rosso sangue.

Lo stile del tratto, sporco solo quanto basta, si sposa bene con la causa. Interessante il livello di dettaglio nelle tavole, non fastidiosamente eccessivo e neppure parco.

Il formato è una brossura a punto metallico da 56 pagine; l’impaginazione presenta qualche imperfezione, non troppo precisa la cura del distacco tra le pagine.

Per il resto troviamo il volume piacevole, carta e stampa di buona qualità.

Conclusione

Questo primo volume di The Blackening è un ottimo inizio: speriamo di poter vedere presto il seguito di questa graphic novel di tutto rispetto, un volume con molti pregi e pochi difetti.

Onnigrafo Magazine vi consiglia vivamente questa lettura.

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8 / 10

The Blackening #1

Autore: Massimo Rosi, Eduardo Mello, Serafina Anelli.

Editore: 73mm.

Collana: Comics.

Formato: Brossura a punto metallico, 52 pagine.

Link Acquisto: http://www.weirdbook.it/prodotto/the-blackening/

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