Mezzosangue, di Vincenzo Romano

Mezzosangue, di Vincenzo Romano

Voto Onnigrafo Magazine

4,5 / 10

Mezzosangue, di Vincenzo Romano

Titolo: Mezzosangue

Autore: Vincenzo Romano

Formato: 228 pagine (brossura)

Editore: 0111edizioni (30 novembre 2016)

Collana: LaBlu

Lingua: Italiano

ISBN: 978-8893700573

Oggi sono qui a parlare di un libro che, se bazzicate internet, in un modo o nell'altro vi avrà sicuramente colpito. Solitamente, a colpi di ascia.

Già da questo preambolo, molti avranno capito che l'Ascia di cui sto parlando è la più famosa del web: Mezzosangue di Vincenzo Romano. Per chi non bazzicasse Facebook e i gruppi dedicati ai libri fantasy, Vincenzo è uno dei migliori marketspammers del mondo: in ogni post/richiesta/tema giornaliero, non importa se dalla parte della lama o dall'altra, riesce a infilare l’ascia della sua copertina. Così facendo si è creato un alone di mito attorno all’ascia di Lugbag, Flagello del Nord, e sul libro dello stesso Romano.

In un periodo di promozione l’ho preso, e in questi giorni mi sono trovato a leggerlo… il mio giudizio finale?

Trama

In un mondo fantasy un ragazzo, Narog, si ritrova a osservare uno scontro e, intervenendo, salva Kai.

Tra i due nasce subito una certa complicità frenata quando Kai, mezzelfo, scopre che Narog è un mezzorco. Inciso: è proprio grazie a questo loro essere a metà che si deve il titolo.

I due si mettono in viaggio per cercare di sfuggire a un cacciatore di "mezzosangue", lo stesso che Narog fortuitamente aveva messo in fuga salvando Kai.

Tra viaggi, scelte, scontri e avventure, i due visiteranno alcune delle terre conosciute, scoprendo storie che fanno venire ancora i brividi, come quelle sul capo orco Lugbag, Flagello del Nord, e la sua ascia, e scopriranno che la magia, tanto disprezzata in alcuni villaggi, esiste.

Il tutto si conclude con un finale aperto che porterà obbligatoriamente a un seguito per spiegare molti dei punti lasciati oscuri da questo romanzo.

Con cautela si affacciò sulla radura, il viso coperto dal cappuccio che si confondeva tra la vegetazione.

Quello che vide non era troppo diverso da quel che aveva immaginato. Un uomo stava in piedi con la spada sguainata. Nonostante la temperatura rigida indossava abiti leggeri, che lasciavano scoperte le braccia. Non portava scudo, la lama della spada aveva una forma molto diversa dalle poche che Narog aveva veduto nella sua giovane vita.

La narrazione non presenta propriamente dei protagonisti con degli scopi e una missione, e l’inizio spinto dal caso e da decisioni importanti è molto apprezzabile. Peccato che, forse, il caso sia stato anche troppo utile all’interno del libro. Il caso del cavaliere dell’aria. Il caso della doppia lezione con le armi... eccetera eccetera. E questa pesante influenza di una casualità non fortuita non mi permette di godersi appieno il libro.

Ambientazione

Vincenzo ci introduce in un mondo magico in cui diverse specie convivono fianco a fianco.

In un passato recente, il continente ha vissuto un'aspra guerra che ha visto contrapposti lo schieramento degli orchi, capitanato dal già noto Lugbag, e una coalizione di elfi e umani. A queste specie si aggiungono mezzosangue, nani e, nei prossimi libri, non si sa cos’altro ancora. La magia esiste ed è legata ad alcune pietre e frammenti che, con l’uso, si rimpiccioliscono.

Unica cosa che vorrei far notare è la presenza di quei "personaggi" dei cavalieri dell’aria:

Tutti, da bambini, avevano sollevato il naso per aria al passaggio di un cavaliere dell’aria, sognando un giorno di poter solcare i cieli in sella a un destriero volante.

Personaggi

I personaggi principali sono due: Narog e Kai.

Garzone di taverna, mezzorco, goffo ma abile cacciatore il primo; mezzelfo, schermidore, discepolo di antichi insegnamenti il secondo. Da alcuni punti di vista sono opposti, da altri la loro differenza li porta a essere complementari, infine sono molto simili invece per quanto riguarda il loro rapporto con le altre persone: da sempre nascosti e disprezzati.

Gli altri personaggi sono tutti secondari, meteore di passaggio nelle avventure dei due giovani.

E l’unico di cui si sente la necessità di sapere assolutamente di più, e forse anche l’unico che risulta essere un mistero, è Hogar, padre di Narog.

Testi e dinamiche

In una storia senza troppa infamia né lode conta molto lo stile in cui è scritta.

In questo caso purtroppo ci troviamo di fronte a una narrazione acerba che dà luogo ad alcune espressioni usate più volte nel testo:

Si chiese per un attimo come mai quel pensiero gli attraversasse la mente in quel momento.

Perché così si possono dare un bel po’ di informazioni! Altrimenti come si farebbe? E, se ve lo state chiedendo, ebbene sì, parliamo dei famosi infodump.

Inoltre, oltre a questa pratica che può non essere largamente apprezzata, lo stile è troppo descrittivo e perennemente intervallato da punti, perfetto a tratti per temi di quinta elementare.

Via via nella locanda restarono solo gli anziani e chi poteva permettersi di non lavorare, o che per quel giorno non era stato assunto. Ai giovani non era proibito frequentare quel ritrovo. Lo facevano però molto di rado.

O ancora:

Intorno ai due mezzosangue c’erano persone appartenenti a molti popoli diversi. Perfino alcuni nani risiedevano in città, lavorando come maestri d’ascia. L’atmosfera era serena.

Per non parlare dei famosi cavalli che i due mezzosangue possiedono ancora prima di comprarli!

Eppure, è doveroso ammettere che una cosa va apprezzata: la profezia presente all’interno del libro, riguardante un mezzosangue, è stata stravolta più volte da parte di vari popoli per poter dare la caccia a questi individui che non appartengono a nessuna delle due specie di origine, dando luogo a dei veri e propri genocidi di cui i mezzelfi sono stati i più colpiti.

Conclusione

Un libro da leggere o no?

Come dicevo prima, si tratta di un libro senza infamia né lode, peccato per lo stile, e una possibilità gliela si potrebbe dare. Però, il modo in cui è scritto, e fortunatamente il libro non è scritto tutto nel modo dei pezzi che vi ho riportato, pone un po’ di freno al mio consiglio.

Pregi: Trama lineare e semplice da seguire; personaggi abbastanza interessanti.

Difetti: Troppo “caso-non-caso”; stile manchevole, spero che l’autore migliori nei prossimi libri; alcune situazioni sono davvero troppo prevedibili.

 

Mezzosangue, di Vincenzo Romano

Voto Onnigrafo Magazine

4,5 / 10

Mezzosangue, di Vincenzo Romano

Titolo: Mezzosangue

Autore: Vincenzo Romano

Formato: 228 pagine (brossura)

Editore: 0111edizioni (30 novembre 2016)

Collana: LaBlu

Lingua: Italiano

ISBN: 978-8893700573

Chi scrive

Luca F. Morandi
Luca F. Morandi
Luca F. Morandi, anche conosciuto con il terrificante pseudonimo di Aratak lucertola combattente, ha diverse passioni. Dall'aprire corpi, capiamoci, fa il medico, è il suo lavoro, allo squartare romanzi, è anche editor e correttore di bozze. Per cui sì, forse non capirete le sue correzioni e le sue ricette se scritte a mano, ma di sicuro non avrà paura a mettersi in gioco smontando e analizzando fin all'ultimo ventricolo i vostri scritti.
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