Long Distance, di Massimo Rosi e Chiara di Vivona

Long Distance

Voto Onnigrafo Magazine

7,5 / 10

Long Distance, di Massimo Rosi e Chiara di Vivona

Formato: Brossura (144 pagine)
Lingua: Italiano
Testi: Massimo Rosi
Disegni: Chiara di Vivona
Lettering: Mattia Gentili
Editore: Shockdom
Collana: Fumetti Crudi
«Una recensione difficile da scrivere», è la prima cosa che ho pensato quando ho finito di leggere Long Distance. Non è il solito fumetto incorniciato tra virgolette di crudità che ci si aspetterebbe dalla penna dello sceneggiatore Massimo Rosi, che ci ha abituati al suo stile dal cuore “punk”; non è neppure una lettura da bambini o ragazzi, per quanto arricchita dalle morbide illustrazioni di Chiara Di Vivona. Long Distance è una rara perla nera dai toni caldi e dal realismo pungente, e dopo averlo letto non ho potuto fare a meno di tornare indietro a rileggere alcuni passaggi: infatti, come solo come un buon libro sa fare, il finale non chiude inesorabilmente la vicenda, ma apre la mente a nuovi punti di vista.

Narrazione

“Il miglior modo per vendicarsi dei propri nemici è diventare più vecchi di loro.”

La partenza è lenta, ma un anticlimax iniziale trascina il lettore oltre l’impatto fuorviante del racconto di una triste terza età di Simon Fischer, ed è proprio questo il personaggio principale che ruota intorno alla vicenda, per quanto non gli appartenga; di lui si racconta un piccolo frammento di vita, quello finale, che lo espone alla realtà pungente degli effetti collaterali provocati dalle proprie azioni.

La storia è senza dubbio un insieme surreale e ben articolato di frammenti di vita di persone spesso in conflitto tra loro, che rendono questo fumetto dannatamente realistico. Si percepisce la necessità di voler raccontare molto di più di quel che è scritto tra i baloon, cosa che in parte riesce, lasciando il lettore con molti interrogativi: infatti, la direzione narrativa cambia bruscamente, trascinando il focus dagli eventi che si susseguono a ciò che, invece, Simon vuole ottenere.

Diciamo pure che la vera azione inizia a metà volume, partendo dalle inaspettate conseguenze di intrighi politici molto più grandi di tutti gli attori in gioco, fino ad arrivare alle mani sporche del sangue di innocenti, esplosioni, pentimenti e rancori.

Ambientazione

Per lo stesso motivo, l’ambiente è percepito sin da subito come un pallido fondo scena fuori fuoco. Dresda è la capitale del Land della Sassonia, situata nella Germania dell’Est, a sud di Berlino e a pochi chilometri dal confine con la Repubblica Ceca: qui si svolge l’azione, in un arco temporale non ben definito ma comunque attuale, dato che Adam Fischer, figlio di Simon Fischer, si trova in missione in Medio Oriente. Se non fosse per alcune tavole, Dresda apparirebbe come una delle tante altre città europee di media grandezza: anonima, e priva di punti di riferimento. Nonostante Dresda abbia una storia difficile, fu duramente colpita dai bombardamenti alleati nella Seconda guerra mondiale [NdR], e siamo sicuri che non sia stata scelta a caso: la location non è il vero focus di questo fumetto, in cui, più che ai luoghi, viene dato risalto agli eventi, sia nei flashback di Simon che in quelli di Celia.

Personaggi

Simon Fischer potrebbe essere definito il personaggio principale di questo fumetto, ma il vero personaggio centrale è il messaggio che Simon porta con sé; quello di una vita tutto sommato normale, segnata da eventi per lui significativi, che hanno contribuito a creare un anziano uomo lacerato dai sensi di colpa e dalla rassegnazione. Prima tra tutte, una non giustificata, narrativamente parlando, colpa per la morte della moglie; a questa si affianca quella per un rapporto difficile con il figlio Adam, che non vede da più di dieci anni. Tali circostanze appesantiscono le spalle di questo pover’uomo che, per paura di rimanere solo negli ultimi anni della sua vita, decide di andare a vivere in un ospizio.

Qui conosce Celia, cosa che ravviverà questa opprimente terza età con i colori di un amore adolescenziale, ma farà anche cambiare tutto: una rinascita interiore di un uomo abbattuto dal peso dei propri anni. Eppure, Celia non ha la medesima spinta vitale di Simon, e ha già detto addio alla propria vita: malata terminale di cancro, ha deciso di cacciare i propri demoni, quelli che le hanno condizionato la vita nella sua Cuba degli anni ‘50 e ‘60.

Celia fa la sua parte in questa vicenda e la sua scomparsa lascia un sapore amaro, di tristezza e di rabbia: si tratta di un personaggio al quale è facile affezionarsi, e difficile da dimenticare. Profondo a tal punto da meritarsi il “colorato” epitaffio a fine volume.

Il resto dei personaggi, per quanto importanti ai fini della narrazione, sono solo flebili comparse, caratterizzati quanto basta per far ragionare il lettore sui possibili sviluppi, che avrebbero sicuramente potuto essere approfonditi con qualche pagina in più.

Estetica

Long Distance è un fumetto dai toni caldi, il cui tratto morbido è leggero solo all’apparenza. Dettagliato quanto basta da renderlo di rapida lettura senza perdere il focus sulle vicende, ma comunque molto accattivante, dinamico, sicuramente ricco di una sceneggiatura che entra dentro le scene più che rappresentarle da fuori, cosa nella quale Chiara Di Vivona mostra un’abilità notevole, specialmente nel centrare l’attenzione del lettore precisamente dove vuole. Molto interessante la scelta monocromatica per i flashback e quella stilistica per la suddivisione dei capitoli, legata a doppio filo con il contenuto.

Il volume si presenta molto bene: una brossura cucita, rifinita da un’elegante copertina con alette, in cui si possono leggere una breve sinossi e le biografie di Massimo Rosi e Chiara Di Vivona. L’interno, completamente a colori, mantiene una gabbia semplice, di facile lettura. Tutto il primo capitolo è leggermente più contrastato; non è chiaro se si tratti di un errore di profilatura del colore, o di espressa volontà degli autori. Nel complesso il tono è un po’ troppo scuro, anche in quelle tavole in cui è chiaro che non doveva esserlo.

Conclusione

L’unione della mente brillante dello sceneggiatore Massimo Rosi e il talento dell’illustratrice Chiara di Vivona non potevano non creare qualcosa unico. Un fumetto, Long Distance, che calca fortemente la mano su tematiche del passato che sono ancora oggi molto attuali, ma allo stesso tempo senza affrontarle direttamente.

Ci sono alcuni punti che avrebbero meritato un approfondimento e altri, invece, un focus meno esasperato; questo fattore, sicuramente controverso, ci ha fatto ragionare a lungo sul messaggio e sul risultato finale.

Un fumetto sicuramente non adatto a tutti, ma che, nonostante questo, tutti dovrebbero leggere.

 

Long Distance

Voto Onnigrafo Magazine

7,5 / 10

Long Distance, di Massimo Rosi e Chiara di Vivona

Formato: Brossura (144 pagine)
Lingua: Italiano
Testi: Massimo Rosi
Disegni: Chiara di Vivona
Lettering: Mattia Gentili
Editore: Shockdom
Collana: Fumetti Crudi

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