L'ultimo sciacallo, di Rocco Sabatino

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Voto Onnigrafo Magazine

7 / 10

L'ultimo sciacallo

Formato: Brossura, 278 p.
Autore: Rocco Sabatino
Editore: Silele (2013)
Collana: Adventure
EAN: 9788896701324

Quando un libro “fantasy” è ambientato in un mondo post-apocalittico, si parla di fantasy o di fantascienza? E se a questo aggiungiamo atmosfere tipiche di un western? Le risposte le possiamo trovare tutte in questo libro.

L’incipit del libro è decisivo per riuscire a capire perfettamente l’ambientazione e le dinamiche stesse della storia.

 

Ambientazione

Dopo una misteriosa Apocalisse, l’umanità rinasce dalle proprie ceneri come una fenice, pronta a spiccare nuovamente il volo, fisicamente più forte e dotata di nuovi poteri.

“L’umanità aveva ricominciato il suo ciclo vitale da capo, il progresso, che fino ad alcuni secoli prima aveva reso l’uomo tanto potente quanto stupido, era regredito di colpo e la causa fu proprio la scomparsa della prima razza umana.

Nessuno conosceva con precisione quello che era successo, ma sembrava che l’umanità, dopo quel misterioso e catastrofico evento, avesse avuto una nuova possibilità, la genetica dell’uomo era diversa, un nuovo primate era venuto al Mondo, e da esso nacque una nuova razza umana, più forte e meno vulnerabile della precedente.

Gli animali invece, furono gli unici esseri ad aver avuto la meglio, superando la minaccia che aveva piegato l’uomo, continuando a vivere e ad evolversi in questo periodo privo di ogni gesto umano.”

Da questo incipit sembrerebbe che la nuova razza umana si sia felicemente stabilita, senza problemi di sorta. Ebbene, non è così, e qui entra in gioco il fattore magico: i Dreamless. Le persone dotate di spirito particolarmente forte hanno la possibilità di ritornare sulla terra sotto forma di “spiriti”. E, com’è facile intuire, gli spiriti più forti che prevalgono sugli altri, solitamente, sono quelli di barbari, assassini e via dicendo. Questo è uno dei motivi per cui i cacciatori di taglie in questo mondo vengono visti come delle iene: si sbarazzano di criminali e assassini, ma lasciano al loro passaggio torme di nuovi Senzasogni a vagare per il mondo. Non solo, esistono i Dreamless Supremi:

Solitamente i Dreamless, se feriti da un’arma fatta di puro spirito, avevano gli stessi punti deboli di un essere umano ed in molti casi bastava poco per ucciderli, ovviamente con le giuste abilità, ma questo era un caso particolare e i Supremi erano in grado a scampare alla morte con molta facilità

In generale un Dreamless rimane attaccato al corpo che aveva in vita, per cui il corpo rinasce con il suo spirito. Nel caso dei Supremi, invece, lo spirito riesce a sopravvivere anche senza il corpo.

Per fortuna esistono armi spirituali in grado di ferire e distruggere i Senzasogni: sono armi che variano da persona a persona, anche se tendenzialmente sono armi da taglio in cui è stato fatto confluire lo spirito di un Dreamless stesso. La potenza dell’arma è legata anche alla capacità della persona che l’ha creata di controllare questo spirito. A cacciare questa piaga dell’umanità sono gli Sciacalli, un gruppo di cacciatori di Senzasogni che, a causa di dissidi interni ai loro ranghi, complice anche un’offensiva massiccia da parte dei Dreamless, sono scomparsi quasi del tutto.

Le vicende prendono luogo negli spazi sconfinati dell’America e del Vecchio West, rivisitato in chiave futuristica; gli scontri avvengono prevalentemente con armi da fuoco, ma non si risparmiano nemmeno godibili scene all’arma bianca.

Testi e narrazione

La storia ruota attorno a uno Sciacallo, un cacciatore di Dreamless, di nome Roger Craigher, che sopravvive facendo il cacciatore di taglie. Da come il narratore ci presenta la storia, Craigher è l’ultimo Sciacallo (cosa alquanto intuibile dal titolo stesso, direi).

Lo scopo che muove ancora Craigher, e che non l’ha fatto ritirare dalla sua vita di Sciacallo, è lo spirito di vendetta nei confronti di un particolare Dreamless. Per poter saziare il suo desiderio, caccia e uccide senza pietà tutti i Senzasogni che incontra sul suo cammino.

Oltre a questo, la narrazione è costellata di sotto-trame che hanno avuto inizio anni prima, il cui inizio o la cui conclusione emergono grazie all’uso estensivo di numerosi flashback. La sovrabbondanza di tale procedimento narrativo appesantisce la narrazione, creando interruzioni abbastanza ripetute del continuum temporale del libro.

lo stile è particolare e ricercato, con un continuo richiamo dei più conosciuti film western di qualche tempo fa, con frasi oramai celebri, per quanto piuttosto banali:

Sembra che ci sia uno scarafaggio nuovo in città, che ne dite, potrei spassarmela un po’, come faccio del resto con tutti i luridi cani che passano da queste parti.

Ne deriva un appesantimento significativo della narrazione, complice la sovrabbondanza di particolari che avrebbero l’obiettivo di evidenziare in modo insistito l’ambientazione:

Il ricercato, che fino ad allora stava dondolandosi su una vecchia sedia di legno cigolante, era caduto a terra. Si rialzò subito, estraendo prontamente i due revolver argentati che teneva riposti nel suo cinturone.

Fortunatamente, non so dire per chi dei due, lo sceriffo Winston si trovava proprio al saloon. Egli si intromise nella loro discussione, e cercò di calmare le acque.

Come si può inoltre intuire da questo stralcio, il narratore, onnisciente, è presente nel libro, ma fortunatamente ce lo lascia godere senza anticiparci troppo gli sviluppi successivi e, a volte, facendoci intendere come, dietro a una particolare situazione, ci sia più di quello che salta all’occhio.

Personaggi

Craigher è creato bene, il tormento per la sua situazione traspare dalle pagine e va a permeare quello spazio vuoto che sta tra il libro e il lettore. L’interazione, rara, con i personaggi di contorno crea una fitta rete di trame secondarie che ne portano in risalto il carattere e le abilità.

Particolare l’interazione con il ragazzino armato… che non vi svelo in anticipo!

 

Conclusione

Lo scrittore ha fatto un ottimo lavoro di ricerca, studiandosi centinaia di film sul selvaggio West, cogliendone modi di dire e di fare che ha cercato di riportare fedelmente sulla carta, pervenendo a un risultato assolutamente apprezzabile.

A questo si aggiunge una trama che, nonostante la semplicità (punto di partenza, il desiderio di vendetta), si arricchisce man mano che il protagonista incontra nuovi personaggi e conosce la loro storia (in alcuni casi, in realtà, il lettore è l’unico a venirne a conoscenza). Un’ambientazione post-apocalittica, con dei tratti fantasy che fanno apprezzare di più la vicenda e la complicano un po’.

Un libro che per certi versi mi ha ricordato il primo, nonché letto, libro della Torre Nera di King.

Pregi: Ambientazione particolare. Interessanti i personaggi “maledetti”.

Difetti: Uso troppo insistito di flashback. Narratore onnisciente che raramente esprime pareri.

 

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Voto Onnigrafo Magazine

7 / 10

L'ultimo sciacallo

Formato: Brossura, 278 p.
Autore: Rocco Sabatino
Editore: Silele (2013)
Collana: Adventure
EAN: 9788896701324

Chi scrive

Luca F. Morandi
Luca F. Morandi
Luca F. Morandi, anche conosciuto con il terrificante pseudonimo di Aratak lucertola combattente, ha diverse passioni. Dall'aprire corpi, capiamoci, fa il medico, è il suo lavoro, allo squartare romanzi, è anche editor e correttore di bozze. Per cui sì, forse non capirete le sue correzioni e le sue ricette se scritte a mano, ma di sicuro non avrà paura a mettersi in gioco smontando e analizzando fin all'ultimo ventricolo i vostri scritti.
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