Il drago e l’unicorno, di Sonia Barelli

Il drago e l’unicorno, di Sonia Barelli

Voto Onnigrafo Magazine

7,5 / 10

Il drago e l’unicorno, di Sonia Barelli

Formato: Copertina Flessibile (440 pagine)
Lingua: Italiano
Autore: Sonia Barelli
Editore: Plesio Editore (1 gennaio 2013)

Mi sono approcciato a questa lettura con emozioni molto contrastanti. Se, infatti, la voglia di scoprire come finissero le avventure di Alex era alta, allo stesso tempo avevo una buona dose di diffidenza nei confronti del secondo volume della serie, visto che, a mio parere, è proprio qui che, nella maggior parte dei casi, sta la prova del nove. Innumerevoli sono stati i casi in cui mi sono trovato davanti un secondo libro usato solo come riempitivo per poter portare dei personaggi da A a C, passando o evitando B, e per riuscire a farli “salire di livello”.

*Rullo di tamburi*

Ebbene, posso dire che per Il drago e l’unicorno di Sonia non è stato affatto così, per mia fortuna: ovviamente, non tutto rose e fiori, ma è stata comunque una lettura positiva.

Lasciamo la storia per ultima, per evitare spoiler grossi proprio qui, all’inizio, e andiamo con ordine.

Personaggi

Alex e Rayan, i due Guardiani, nonché i protagonisti, sono i personaggi che più si evolvono in tutta la storia, e questo secondo volume abbonda di situazioni in cui la fiducia che sentono l’uno per l’altro viene costantemente messa alla prova.

In verità è una delle cose che mi lascia più perplesso. Tu dici che è merito di Brein (altro nome di Alex, NdR) se avete stretto alleanza, ma sei tu quello che ammiro: come riesci a non pensare al fatto che fu suo padre a uccidere il tuo?

Non ho mai detto che non ci penso. Ma sono consapevole che ci pensa anche lui, ogni giorno della sua vita. E ne soffre quanto me. Ci fu detto che avremmo dovuto dimenticare l’odio dei nostri avi, se avessimo voluto far smettere questa guerra. Sappiamo entrambi che è l’unico modo, anche se l’anima di Brein è più tormentata della mia.

Nonostante siano separati per buona parte del libro, il loro rapporto rimane intoccato e intoccabile ai più, anche se certe situazioni destabilizzanti, e alcuni nuovi personaggi “secondari” introdotti, toccano uno dei due molto da vicino. La capacità dei due di stringere un rapporto di fiducia e amicizia nonostante l’appartenenza a popoli diversi e il loro passato, le tragedie che li legano in un circolo di odio, spezzato dalle loro capacità di condividere e comunicare senza falsità in modo unico, possibile solo a loro due, che in questo modo spiccano letteralmente le ali rispetto a qualunque altro personaggio: tutto questo ne fa, a mio parere personale e senza alcuna esitazione, sicuramente la parte più interessante di tutta la serie.

La bellezza, gli spunti di riflessione e il modo in cui si instaura ed evolve il rapporto, nonostante le tematiche abbastanza note, portano una ventata fresca e di piacevole novità nella lettura.

Gli altri personaggi sono secondari e sono stati, quasi tutti, creati con lo scopo di esaltare il rapporto dei due Guardiani e la loro crescita, soprattutto nei colpi di scena e disvelamenti che già troviamo in questo volume(se, però, volete veramente riuscire a capire la profondità dei colpi di scena, aspettate l’ultimo volume della serie). Della maggior parte dei personaggi secondari infatti, pur essendo ben caratterizzati, ognuno con proprie caratteristiche e abitudini, non si conosce molto, né del loro passato né del loro futuro, ma ne parlerò nell’ultimo articolo dedicato a questa saga.

Ambientazione

Rimane invariata durante tutto il libro: la storia si svolge a Dreinor, si arriva a conoscere qualcosa sulla magia, soprattutto grazie alle lezioni impartite a uno dei Guardiani. Anche se non spiegata nel minimo dettaglio, riusciamo comunque ad averne un’infarinatura:

Prima di tutto: lezione di teoria.

[…]

La magia non è che un’energia, e come tale provoca calore, movimento, e altro ancora. È presente in ogni cosa attorno a noi, ed è anche dentro di noi. Quei fortunati che la posseggono, sono in grado di attirarla a sé, dentro a sé, e di incanalarla per un determinato compito. Mi segui?

Una specie di Forza Jedi utilizzata anche per illuminare, bruciare, e tante altre belle cose.

In questo volume il focus è decisamente più sullo sviluppo narrativo che sull’ambientazione.

:: SPOILER ALLERT! ::

Trama

I due Guardiani sono uniti, hanno entrambi gli anelli, e ora devono capire come riuscire a usarli. Peccato che siano le persone più braccate dei due regni, e che questo li porti a essere catturati diverse volte con successivi salvataggi. Questa, possiamo dire, è la parte più “brutta” del libro perché abbastanza noiosa e ripetitiva. In fondo continuano a essere catturati e liberati dall’uno o dall’altro schieramento. Il libro in sé non è così negativo, perché nelle varie cattività i due vengono a conoscenza di persone e fatti che influiranno sul loro cammino e sul loro futuro. La loro relazione, come già spiegato, alleggerisce un volume che, altrimenti, sarebbe troppo pesante e rientrerebbe a pieno titolo nei “secondi libri” di cui sopra.
I due, inoltre, ritrovano sul loro cammino personaggi salutati nel primo volume, la Compagnia originaria, e riescono a rimettersi in cammino, contro tutto e contro tutti.

Come nel primo volume,Sonia inserisce spezzoni dedicati alla riflessione, oltre a quelle già presenti in tutta la saga, riguardo al razzismo, sottolineando come queste vengano fatte proprie da entrambe le parti e possano comunque influire sulla vita dei personaggi. Abbiamo anche dei begli spunti di altro genere:

Kiron fece una smorfia spazientita. “Forse perché sono nato una decina d’anni prima di te! Mia madre era la primogenita.
“Allora perché non era lei l’Alto Guardiano?”
“Società e tradizioni profondamente maschiliste, Brein”.
Alex era sbalordito. “La magia dell’Anello non credo si faccia influenzare dalle tradizioni e le decisioni di noi poveri mortali”.
“No, ma la magia dell’Anello è molto prevedibile, in verità. Non si sa il perché, ha sempre scelto il primogenito maschio”.

La questione è solo maschilista? No, le risposte ci saranno date nel terzo volume e ve le anticipo, anche se non rivelo nulla di essenziale: gli Anelli hanno sempre scelto i primogeniti maschi in quanto, se i Guardiani fossero stati di sesso opposto e si fossero innamorati, sarebbe stata la fine dei due regni e dell’Equilibrio. Cosa che, se da un lato ha senso, da un altro invece mi ha portato a riflettere. Tralasciando la sfera della sessualità, forse l’opposizione più pesante e pressante, visto che nella saga ci sono personaggi dai diversi orientamenti, riguarda l’eventualità che gli Anelli avessero ben poca “fede” nell’amore che, ipoteticamente, sarebbe sbocciato tra due guardiani. Sarebbe stato davvero così distruttivo?

Conclusione

Un libro leggibile, a tratti pesante per la ripetitività della trama, ma che comunque offre numerosi spunti di riflessione.

Un libro di crescita personale dei protagonisti e dei lettori.

Il drago e l’unicorno, di Sonia Barelli

Voto Onnigrafo Magazine

7,5 / 10

Il drago e l’unicorno, di Sonia Barelli

Formato: Copertina Flessibile (440 pagine)
Lingua: Italiano
Autore: Sonia Barelli
Editore: Plesio Editore (1 gennaio 2013)

Chi scrive

Luca F. Morandi
Luca F. Morandi
Luca F. Morandi, anche conosciuto con il terrificante pseudonimo di Aratak lucertola combattente, ha diverse passioni. Dall'aprire corpi, capiamoci, fa il medico, è il suo lavoro, allo squartare romanzi, è anche editor e correttore di bozze. Per cui sì, forse non capirete le sue correzioni e le sue ricette se scritte a mano, ma di sicuro non avrà paura a mettersi in gioco smontando e analizzando fin all'ultimo ventricolo i vostri scritti.
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