Berserkr, di Alessio Del Debbio

Berserkr

Voto Onnigrafo Magazine

6,5 / 10

Berserkr, di Alessio del Debbio

Autore: Alessio Del Debbio
Editore:
Dark Zone
Collana: Dark Zone
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8899845204
ISBN-13: 978-8899845209

Berserkr: feroci guerrieri scandinavi, rappresentavano l’élite dell'esercito vichingo. Fedeli al dio Odino, il loro nome derivava dalle pelli d'orso o di lupo che indossavano.

Con questa premessa, e conoscendo le varie figure di berserker presenti nella narrativa e nei fumetti (Vinland Saga, Berserkr…), un lettore che si approcci a questa storia resta leggermente confuso: non si trovano, infatti, guerrieri mezzi nudi con la bava alla bocca, masticanti funghetti che uccidono persone a destra e a manca con le loro asce, bensì una tipologia completamente diversa di Berserkr, che, secondo l’etimologia, devono il loro nome all’abitudine di vestire pelli d’orso o di lupo.

In questo caso si parla di “vestire pelle d’orso”, e non di un orso qualsiasi, bensì di quello simbolo di Berlino, città che rimane parte integrante della trama e delle vicende.

Ambientazione

La capitale tedesca è il locus principale della vicenda, con delle differenze rilevanti rispetto a quella conosciuta da tutti. Infatti, i sobborghi della città sono divisi tra le sette stirpi sovrannaturali native della zona: alp, silfi, lupi, streghe, coboldi, vampiri ed Erlkonig, mentre la città stessa è riservata agli esseri umani, con una netta divisione dei rispettivi confini e domini.

Nella storia di Del Debbio, infatti, l’anno 1989 non vede la caduta del Muro, bensì la fine della “Guerra Calda”, che ha visto contrapposti streghe e vampiri da un lato e umani e licantropi dall'altro. In seguito a essa sono stati siglati dei Patti che stabilivano le regioni di ciascuna stirpe, con la creazione di Confini precisi e invalicabili, con pene esemplari per i trasgressori. I capi delle singole stirpi sono stati imprigionati, e sono state minacciate pesanti ritorsioni in caso di rottura dei Patti.

Gli esseri sovrannaturali sono interessanti, ben studiati e ben caratterizzati, inseriti in modo adeguato all'interno dell'ambientazione nordica, ricavati da leggende tipicamente germaniche o adattati in modo da essere coerenti con la trama e l'ambientazione, che così risulta essere molto ben curata e strutturata, che in tal modo risulta essere un equilibrato sfondo per la narrazione.

Trama

Lineare, senza troppi stravolgimenti. Ulrik, giovane poliziotto della Divisione, corpo costituito per approfondire eventi e indagini legati alle creature soprannaturali, è il ponte che collega le stirpi all'umanità, avendo ricevuto in eredità l'investitura di protettore di Berlino. Investitura che gli ha concesso il potere di prendere le sembianze del simbolo stesso della città, l'Orso di Berlino, o di assimilarne le forze.

In una situazione già precaria, dovuta a Patti non equi e instabili, si inserisce un elemento disturbante: le Nixe, esseri acquatici simili alle sirene, ma in grado di acquisire forma umana, tipici della narrativa e del folklore nordici. La capostipite di questa nuova stirpe ha motivi fondati per scatenare la propria prole in una serie di efferati omicidi che sconquassano la città di Berlino, richiamando al lavoro Ulrik e il suo compagno di divisione, Fabian. Esplorando le varie zone, banchettandocon carne quasi cruda con gli Ulfedhinn (i licantropi) e intrattenendosi in esoteriche chiacchierate con le streghe, scopriamo insieme a loro intrighi sempre più profondi che legano a doppio filo il passato di Ulrik e il destino della città.

Personaggi

A mio parere, non sono così ben costruiti. Sono stereotipati e sanno di già visto. Ulrik è il bello e dannato che non riesce a trovare pace a causa del suo passato; povero, ne ha viste più del desiderabile, eppure si caratterizza per una spiccata passività, per una volontà di estraniarsi da tutto e da tutti che non è degna di un lignaggio importante come il suo, e questo lo rende piatto, privo di sentimenti, e lascia al lettore un senso di irrisolto riguardo a questo personaggio.

Sensazione, questa, confermata in pieno dal suo amico Fabian, il classico poliziotto tutto doughnuts, ciccia e poco cervello, con unico obiettivo nella vita: quello di aspettare il pasto successivo. Personaggio davvero piatto, stereotipato, e con la seccante caratteristica di proteggere e coprire le sciocchezze commesse da Ulrik. Per carità, il legame e il senso di smarrimento che li unisce a seguito di ciò che è successo nel passato sono molto interessanti, ma un vero amico non avrebbe fatto “solo” quello che fa Fabian, che risulta troppo passivo nella sua poltrona a mangiare i doughnuts per risultare vero. Si salvano i rappresentanti delle varie stirpi che ci vengono presentati da Markus. Il lupo Alfa, le streghe, i coboldi, le nixe, la maggior parte delle creature sovrannaturali, infatti, sono ben costruite e caratterizzate: pur nel poco spazio a loro dedicato, possiedono una loro autonomia e inventiva. Ho semplicemente adorato i coboldi, che in questo caso sono rappresentati come degli omuncoli dispettosi e irriverenti, il loro senso di comunità e di appartenenza a un luogo.
In un romanzo con alti e bassi come questo, c'è poi un‘ulteriore questione che mi ha lasciato alquanto perplesso. Di solito, si cerca di far passare il messaggio che una persona non è, e non rappresenta, ciò che il suo popolo o i genitori hanno fatto.

In questo caso, Ulrik invece vive di rendita, grazie alle azioni del padre; azioni vecchie di quasi vent'anni, che mantengono legati a lui i personaggi sovrannaturali più vari, da Markus ai coboldi, senza che lui abbia dovuto muovere un dito per riuscire ad avere il loro supporto. Questo fatto mi ha lasciato estremamente perplesso, dando alla narrazione una piega estremamente negativa, nonostante Ulrik stesso mostri una conflittualità con il suo retaggio che lo porta a combattere contro se stesso e la propria discendenza. Questo e, come dicevo, la fiducia e l'amicizia “obbligata” di Fabian, per questioni passate da più di dieci anni, rendono la lettura molto “costruita” e poco verosimile sotto il punto di vista delle relazioni interpersonali di Ulrik e dei personaggi che si incontrano.

Allo stesso tempo, le motivazioni che spingono le Nixe, le streghe e molti esseri sovrannaturali, colpiscono al cuore, dando la possibilità al lettore di riflettere spesso su chi sia il vero “cattivo” nella storia. Gli assassini di “uomini”, o gli “uomini”, con tutto quello che causano a se stessi e alle altre stirpi?
Una domanda cui ognuno tenta di dare risposta una volta finito il romanzo, a seconda della propria sensibilità e del proprio vissuto.

Conclusione

Un libro su cui ho dovuto riflettere molto prima di scriverne; mi ha lasciato sensazioni sia positive che negative, con scene in cui la commozione riesce a prendere il sopravvento.

Purtroppo, questo non può salvare una vicenda decisamente piatta e dei personaggi principali troppo stereotipati, ma costituisce un ulteriore motivo di interesse per chi decide di approcciarsi a questa storia.

Mi vorrei complimentare con Del Debbio per la sua ambientazione, cosa su cui dovrebbe lavorare sempre di più, con l'obiettivo di migliorare il resto e portare all'eccellenza prodotti altrimenti nella media.

 

Berserkr

Voto Onnigrafo Magazine

6,5 / 10

Berserkr, di Alessio del Debbio

Autore: Alessio Del Debbio
Editore:
Dark Zone
Collana: Dark Zone
Lingua: Italiano
ISBN-10: 8899845204
ISBN-13: 978-8899845209

Chi scrive

Luca F. Morandi
Luca F. Morandi
Luca F. Morandi, anche conosciuto con il terrificante pseudonimo di Aratak lucertola combattente, ha diverse passioni. Dall'aprire corpi, capiamoci, fa il medico, è il suo lavoro, allo squartare romanzi, è anche editor e correttore di bozze. Per cui sì, forse non capirete le sue correzioni e le sue ricette se scritte a mano, ma di sicuro non avrà paura a mettersi in gioco smontando e analizzando fin all'ultimo ventricolo i vostri scritti.
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