Quattro chiacchiere con Massimo Rosi

Ben trovati amici lettori e lettrici a questa nuova rubrica dedicata agli autori del mondo del libro e del fumetto. Lo avevamo anticipato nella news di qualche tempo fa, parlando di Leviathan Labs e dei loro recenti successi e adesso eccoci qui con Massimo Rosi, sceneggiatore e autore di titoli di successo. Avevamo già recensito uno dei suoi lavori, ricordate The Blackening #1 ? A nostro tempo lo inserimmo anche nella nostra umile classifica I 5 migliori libri e fumetti del 2018.

Adesso Massimo è qui con noi e siamo pronti a ghermire quante più informazioni possibili!

ONM: Ciao Massimo ben trovato, hai l'onere di essere il nostro primo intervistato, quindi apriamo le danze con una domanda a bruciapelo; cosa ti ha spinto a intraprendere la carriera di sceneggiatore/scrittore e quali autori hanno influito in questo tuo percorso creativo.

Massimo: Sono super contento di questa intervista, non vedo l'ora di cominciare... a bruciapelo ti dico che questa tipologia di carriera è sempre stata in qualche modo nelle mie corde. Ricordo che già all'asilo sentivo il bisogno di disegnare e volevo raccontare storie, poi piano piano ho capito, grazie soprattutto a mio nonno che era un caricaturista per riviste e quotidiani sportivi, cosa volevo fare. Dopo il Liceo Artistico a Grosseto mi sono spostato prima a Firenze e a Reggio Emilia e poi ho girato un pezzettino di mondo per poter proporre il mio lavoro all'estero, soprattutto negli States. Ad oggi, grazie a quei sacrifici, posso dire di lavorare professionalmente come sceneggiatore internazionale. Sulla parte dello “scrittore” ci stiamo lavorando.

Per quanto riguarda le mie influenze, ce ne sono state davvero tante… quello che ho notato, con l'esperienza, è che in qualche modo ho fatto istintivamente mio uno stile che riesce a fondere il comic book americano (non per forza supereroistico), con quello che è il movimento registico cinematografico e dettagliato che usano i giapponesi... difatti negli ultimi anni ho rivalutato molto il lavoro di tanti mangaka. Non si smette mai di imparare!

ONM: è già del tempo che ti seguiamo e negli ultimi anni il tuo lavoro è cresciuto esponenzialmente e sta ricevendo sempre più successo soprattutto all'estero. Raccontaci come è la vita di uno sceneggiatore e a costa stai lavorando adesso.

Massimo: Non semplice, serve la testa dura se vuoi fare questo lavoro e ci devi credere con tutto te stesso per andare avanti. Io sono un grafomane, quindi mi viene naturale scrivere e anzi, quando non scrivo temo per la mia serenità mentale.
Per il resto è una vita normalissima, con meno soldi (a tratti) di un lavoro normale e con più soldi (a tratti) di un lavoro normale. Io lavoro in studio, così mi impongo di non fare quello che sto facendo in questo momento: stare al computer dopo mezzanotte :)
È una routine creativa, quindi va mantenuta in qualche modo sana e bisogna studiare cose nuove in continuazione.
Al momento sto organizzando un trasloco in Andalusia ed un matrimonio, ma oltre questo, che non è cosa da poco, sono dietro ad una serie di uscite per il mercato francese e USA. Sto preparando un nuovo progetto con Vincenzo Federici (autore Dynamite) su un post-apocalittico in salsa Lovecraftiana; con Alessio Landi e Luca Panciroli siamo al lavoro sul secondo albo di The Barbarian King; sempre con Luca su Rise of the Tyrant per Amigo Comics e in più due progetti francesi: Gaijin Salamander per Delcourt e un proposal con il coreano Q-HA sotto la supervisione di JD Morvan per Glénat. Incrociamo molte dita!

ONM: adesso passiamo al presente, The Blackening nella Top 5 dei comics trend USA e Fish Eye opzionato per un film ad Hollywood, raccontaci un po' di più di questi due titoli

Massimo: Sembra un discorso vanitoso, ma lo farò comunque: fortunatamente non è la prima volta che qualcosa di mio finisce nei top trend in USA, già Graveland e Fish Eye nel 2016 e 2017 ci finirono.
Anche se per Blackening ne sono in qualche modo più contento, perché è un titolo a cui tengo molto portatrice di un messaggio molto forte. È la storia estremizzata, cyberpunk, di un padre omosessuale pronto a scendere in un inferno cibernetico pur di salvare la figlia adottiva. Per questo è importante, nell'America odierna e in Italia, con le loro politiche improntate all'odio, che un prodotto che parla di un padre omosessuale possa in qualche modo avere il suo posto su un podio.
Mentre Fish Eye, beh, è stato un bel colpaccio, sono stati mesi molto lunghi in attesa della risposta, se non erro abbiamo atteso 13 mesi per avere la conferma e la firma sul contratto di Gina Matthews. Ora non ci resta che aspettare e sperare che le cose vado al meglio e che il titolo venga maggiormente valorizzato. Anche Fish Eye è una storia di denuncia umana a suo modo e sono molto felice che sia finito così tanto sotto i riflettori. Poter avere la propria storia che diventa un film o un serial Hollywoodiano capita ad uno su diecimila, penso... per questo mi sento davvero tanto fortunato.

ONM: Ultimamente ti abbiamo visto impegnato in un tour per la presentazione del nuovo fumetto The Barbarian Kings, come sta andando e cosa ti ha spinto a scrivere questa storia

Massimo: Molto bene. Sabato abbiamo la prossima data a Piacenza e poi si scende a Grosseto, per poi scendere ancora a Pescara e poi volare per due date ispaniche. Non vedo l'ora, anche se sono già mezzo acciaccato! Però, sopratutto l'ultima data a Prato è stata davvero magnifica. Il Book Seller ci ha trattati da dio e la sua clientela era davvero interessata al titolo. The Barbarian King poi è una storia ispirata alle opere di Howard e da fan di tutto quello che ha scritto, non potevamo non gettarci a capofitto e con amore su un titolo simile.

ONM: Ti va di raccontarci un po' di Leviathan Labs? è un collettivo giusto? come nasce l'idea e chi ne fa parte?

Massimo: Leviathan Labs è nato un po' di anni fa, quando collaboravo con Stefano Cardoselli attivamente. Poi ho preferito congelare il tutto per prendermi un po' di tempo per me e per il mio lavoro. Solo ultimamente, insieme ad Alessio Landi e Luca Panciroli, abbiamo deciso di togliere la polvere dalla vecchia associazione e tornare ad avere a che fare con l’Italia. Purtroppo il sistema del fumetto qui da noi non funziona, o funziona male, quindi abbiamo semplicemente pensato di far da noi, almeno in patria, riportando dagli States e dalla Francia i nostri titoli già valorizzati con lungimiranza nel mercato estero.

ONM: Siamo quasi alla fine, daresti qualche consiglio agli emergenti di questo settore? cosa deve fare un giovane sceneggiatore, ma anche un fumettista, per farsi notare in questo ambiente?

Massimo: So che sembra un discorso trito, ma serve tanto cuore, tanta panza e tanto cervello per fare questo lavoro, che sia scrivere o disegnare. Consiglio di giocarsela o tutto o niente in questa professione, di amarla con totale devozione senza morire dietro a pseudo guru che cercano l'approvazione di emergenti per prenderli come loro leccapiedi. Seguite la vostra strada con rispetto, ma con grandissima cautela nell'ambiente ingordo e insicuro che è quello del fumetto in Italia.

Proprio per questo consiglio vivamente di uscire, di emigrare, di vendere il proprio lavoro a chi sappia davvero amarlo e rispettarlo... a chi prende questo lavoro per un vero lavoro.

Ringraziamo Massimo per il suo tempo con noi e vi lasciamo con il consiglio di seguire il suo lavoro perché promette davvero bene!